Noi siamo l’albero, eppure sediamo sotto l’albero,
tra le foglie siamo l’uccello nascosto,
siamo il cantore e siamo il canto.
Conrad Aiken

21 novembre 2019 giornata nazionale dell’albero

L’albero è parte integrante di molti miti legati all’origine della vita, come origine del mondo, sostegno dell’unvierso e distributori di saggezza. Nei testi sacri come la Bibbia è l’albero della consocenza, del bene e del male, quello da cui Eva coglie la mela; per i Druidi Celti la Quercia sacra, il fagggio, il frassino e il nocciolo sono alla base di riti propiziatori nei momenti topici dell’anno; Buddha ottiene l’illuminazione mentre medita seduto ai piedi di un albero; per i cristiani l’abero è la croce simbolo della passione di Cristo e di salvezza per i credenti; per i nativi americani è il palo, axis mundi, che unisce il cielo alla terra, intorno al quale si distribuiscono i pali che sostengono il Tepee. L’abero fa talemnte parte dei nostri riti da entrare nelle fiabe, basti pensare a Pinocchio di Collodi con il albero di denari oppure all’albero di Natale con i suoi riti di festa e di calore.

Disegnare un albero racconta di noi, e C.Jung afferma che l’albero è il simbolo dell’archetipo del sé. Scrive: “Se il mandala rappresenta di regola un simbolo del Sé visto dall’alto, l’albero corrisponde a una visione prospettica dello stesso simbolo: il Sé è rappresentato come un processo di crescita” (cit. in Susanne Fincher, “Mandala una via all’introspezione, alla gauriogione e all’espressione di sé”), in altre parole l’albero racconta di noi e della nostra anima, delle nostre ferite e della capacità di relazionarci al mondo, riunisce in una sola potente immagine i piani diversi della realtà in cui ci muoviamo, quella trascendente, quella mentale, quella fisica, quella spirituale.

Foto opera di Fiona Owen

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