di Eloisa Agliata

Inspirando, acquieto il corpo.
Espirando, sorrido.
Dimorando, nell’attimo presente,
so che quest’attimo è meraviglioso.
Thich Nhat Hanh

Il vocabolo “mandala” deriva dal sanscrito e significa cerchio sacro o magico. La sua struttura è determinata da tre criteri d’ordine: il centro, l’irradiamento dal centro ed i confini esterni circolari. Il centro è il misterioso “centro” di forza spirituale, il luogo di origine di ogni esistenza all’interno di spazio e tempo. L’irradiamento, l’emanazione dal centro che tende verso l’esterno sino ai confini, la circonferenza, collega l’interno con l’esterno e infine dalla periferia vibra di nuovo indietro verso il centro più interno. Tutto il mandala è quindi fondato sul centro dal quale parte ogni movimento e verso il quale tutto riconduce. Il centro appare l’inizio e la fine di ogni possibile percorso.

Osservandolo con maggiore concentrazione, quasi da abbracciarlo con l’occhio, sembra di poterne scrutare, al suo interno, il ciclo del respiro: fisso l’attenzione al centro ed inspiro, estendo il mio sguardo verso la circonferenza, ed espiro, riportando l’attenzione al centro del mandala. Inspirazione ed espirazione, espansione e contrazione, seguendo un movimento ritmico che ha come unico obiettivo, se di obiettivo dobbiamo parlare, quello di ricondurci al nostro stesso centro, alla nostra dimensione interiore, portando concentrazione, calma, equilibrio ed attenzione al momento presente, origine di ogni cosa.
Se provassimo, quotidianamente, a portare la nostra attenzione al respiro in modo consapevole, ed a seguirne il suo movimento, noteremo che poco alla volta sperimentiamo un riposo della mente, di quella parte di noi stessi che è sempre impegnata a esprimere giudizi, a dire ciò che è bello oppure no, ciò che va bene o va male, e che offusca, spesso, ciò che siamo veramente, ciò che davvero desideriamo e ciò che rappresenta, per noi, una fonte di benessere e nutrimento. La tecnica, se di tecnica dobbiamo parlare, è quella di dimorare nell’attimo presente, di essere consapevoli del nostro essere qui e ora, e che l’unico istante da vivere è quello presente.
Non facciamo che posporre la vita ad un futuro che non sappiamo nemmeno dove si trovi esattamente. In questo modo, rischiamo di trascorrere un’intera esistenza senza mai essere davvero vivi. Essere qui e ora e godere dell’attimo presente: è questa la sfida più importante.

Fonti:
HEITA COPONY, Il mistero del Mandala
THICH NHAT HANH, Buddha Vivente Cristo Vivente


Photo: Mandala del fluire della Vita, di Heita Copony, Il mistero del Mandala

Condividi sui social