Buddha & Mind è il titolo di una mostra che ha avuto luogo ad Anversa tra l’ottobre del 2016 e il marzo del 2017. Protagonisti di questo evento straordinario sono 54 pannelli miniati che raffigurano il rituale di meditazione che un praticante sviluppa passo dopo passo nella sua mente richiamando l’emanazione del Saravavid Vairocana. Per quel che si sappia ad oggi, un processo di questo tipo non era mai stato dipinto.
Questi dipinti sono eccezionali, creati per la cerimonia di iniziazione di un principe mongolo nel XVIII secolo. Rivelano uno scambio unico tra le culture Cinese, Mongola e Indo-tibetana.
Alcune miniature non sono finite, mancano infatti o i dettagli, o interi pezzi di disegno emergono dallo sfondo ma non sono riempiti di colore. Inoltre nello sfondo, le forme stilizzate e l’uso del blu e del verde suggeriscono la matrice cinese del pittore, probabilmente del periodo Ming, mentre la tipologia di stupa raffigurato ricorda quello nepalese.
È probabile, data la costruzione e la disposizione di alcuni simboli e lemmi che l’autore di queste guaches fosse uno scarso conoscitore della tradizione pittorica buddista. Lo stesso Buddha ricorda, nelle fattezze e nell’abbigliamento, più un principe cinese e non un indiano.

Le opere sono dei capolavori e costituiscono un unicum nella storia dell’arte orientale, sono una delle poche testimonianze di un evento spirituale e mentale che trova in questo frangente una concreta espressione, essendo riproposto l’intero percorso mentale con visioni e immagini per raggiungere quella che nel Buddismo Mahayana e’ la visualizzazione del mandala.
Il Lama preposto all’insegnamento dei rituali e dei significati al suo discepolo si affida preferibilmente alla trasmissione orale, per questo i 54 pezzi della collezione risultano di straordinaria intuizione e costituiscono una rarissima testimonianza della visione e dei passaggi espressi in maniera così letterale.
Le immagini non sono accompagnate da commento e non erano in origine numerate, questo fa supporre che il destinatario il principe mongolo destinatario delle miniature fosse un discepolo bisognoso di un supporto ma conoscitore della meditazione buddista.
I ricercatori e gli studiosi sono riusciti a ricostruire l’ordine della sequenza perché essa ripercorre fedelmente i passi descritti nel testo sanscrito A Secret Guide to the Purification of All Bad Transmigrations.
Inoltre, il contenuto tibetano-buddista, il contesto mongolo e lo stile cinese contribuiscono fortemente a rendere questa collezione di immagini un tesoro culturale di portata eccezionale.

Le “guaches” sono state acquistate dal Museo Etnografico di Anversa nel 1977 dal missionario belga Rafaël Verbois che visse intorno agli anni ’20 del XX secolo in Mongolia, una regione oggi cinese. Attualmente sono stati acquistati dal MAS – Museum aan de Stroom di Anversa e dopo anni di studio e ricerca anche il Rubin Museum di New york nel 2014 ha dedicato una intera mostra a questi capolavori.

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