Esso (il mandala) è di fatto un cosmogramma..è l’universo intero nel suo schema essenziale, nel suo processo di emanazione e di riassorbimento…inteso non solo nella sua inerte distesa spaziale ma come rivoluzione temporale: un processo vitale che si svolge da un principio essenziale e ruota intorno ad un asse centrale, il monte Sumeru, l’axis mundis su cui poggia il cielo e che affonda le basi nel sottosuolo misterioso…Ponendosi al centro l’officiante si identifica con le forze che regolano l’universo e ne raccoglie in sé la taumaturgica potenza…Chi se ne serviva non fu più soltanto sollecito di un ritorno al centro dell’universo, quanto piuttosto di un refluire delle esperienze della psiche alla concentrazione, per ritrovare l’unità della coscienza raccolta e non più distratta e per scoprire l’unità ideale delle cose.
Il mandala non è più allora un cosmogramma ma uno psicocosmogramma, lo schema della disintegrazione dall’uno al molto e della reintegrazione del molto all’uno, a quella coscienza assoluta, intera e luminosa, che lo yoga fa brillare in fondo al nostro essere” 
 
G. Tucci – Teoria e Pratica del mandala

Testo originale su www.mandalaweb.info del 21 ott 2014,

Condividi sui social
error