La Terra in molte culture antiche rappresenta il ventre materno, la divinità talvolta capricciosa, come Cerere la dea romana delle messi, che per alcuni mesi si rifiuta di fruttificare, oppure come la Terra dei Nativi Americani l’incubatrice che da’ la vita all’intera umanità e alle quattro piante sacre.
Nella tradizione mitologica cinese, e’ l’elemento che partecipa di tutti gli altri, quello che li contiene; secondo la visione degli elementi come trasformativi e trasformanti si viene a rafforzare il significato di Terra come contenitore germinativo, come Matrice e Madre.

Così nell’iconografia antica la Terra viene rappresentata in due modi sia come una coppa, una mezzaluna simbolo femminile ricevente, che si unisce alla volta del cielo trasformando i due semicerchi in un cerchio unico e sacro. Le due mezze unità formano così la prima coppia sacra e forse la più conosciuta della storia del mondo e si intrecciano in un movimento circolare senza inizio ne’ fine che costituisce l’uno.
Sia come quadrato al quale corrispondono la solidità, la capacita’ di accogliere il seme, dare la vita e ricevere la morte; le radici e i vulcani parlano di una energia antica e indomita, eppure la Terra nel suo termine latino che e’ humus contiene la radice “um”, che e’ la stessa della parole umile. Dunque la Terra conserva la sua remissività, ma può essere esplosiva in quanto generatrice di vita.

La qualità della Terra, che emerse dalle acque primordiali, come narrato nel libro biblico della Genesi, e’ portatrice di vita, di solidità, di nutrimento, fu “Gaia” che, secondo il greco Esiodo, partorì tutti gli Dei, e la sua consistenza si estende sull’orizzonte nei quattro punti cardinali consentendo all’uomo di orientarsi nello spazio costruendolo dal punto di vista geografico oltre che spirituale e sacro. E’ la caverna in cui ritirarsi per meditare, per offrire sacrifici o purificarsi, e’ l’utero da cui nascere e la tomba da cui risorgere.

La Terra e’ per l’uomo uno spazio sacro, e’ quel luogo dell’anima dove ritrovarsi e cercare il proprio centro. E’ il luogo delle proprie radici, fino al punto da essere la protagonista di alcune tra le piu’ famose pellicole del cinema, basti pensare a “Via col Vento” in cui la protagonista al culmine della sua disperazione sempre torna alla Terra, la sua Tara.
La Terra e’ l’elemento dell’ordine, rispetto al Caos primigenio, e’ il momento adulto della vita umana, e’ il luogo che detiene il centro, sostiene la divinità di ogni essere umano. E’ in altre parole come il centro di un diagramma mandalico.

Nel mandala tradizionale, che e’ una rappresentazione dell’Universo, del Cosmo e del rapporto tra l’essere umano e l’Universo inteso come Divino, raramente e’ associato ad un elemento singolo, poiché a suo modo li contiene tutti.

 Tuttavia nel mandala il legame con la Terra è forte. Non a caso il cosiddetto “palazzo celeste”, al centro del cerchio, è quadrato; su ogni lato ha una porta per un totale di quattro e uno dei numeri del mandala è ancora il quattro. Tutti elementi collegati alla Terra e ai suoi significati più antichi e basilari. Ciascuna di queste caratteristiche richiama la stabilità e l’equilibrio. La ricerca di benessere e di nutrimento sano ed equilibrato per la nostra mente e per il nostro spirito.

Nel mandala, che già di per se’ e’ una forma di ricerca di equilibrio nel Caos della mente, il quadrato assume un doppio valore, diventa un sigillo per fermare la verità e la sicurezza di un percorso, e’ la stabilità su cui basare il proprio progetto di vita, e’ la necessaria ancora di salvezza per galleggiare in una vita che si presenta complicata e poco chiara.

Tuttavia anche il quadrato nel mandala può assumere un significato meno positivo, come nella migliore tradizione del simbolo, quando e’ troppo marcato può raccontare una storia di staticità, incapacità di slanciarsi verso un progetto, un troppo accentuato radicamento e quindi una certa fissità.
Mentre la presenza dell’incrocio di quadrati racconta il divenire della storia e l’evoluzione di un progetto, quindi il buon equilibrio di cui necessita l’uomo per organizzare armonicamente e pacificamente le azioni della sua vita.

La Terra ha tutti questi significati e nel mandala, sia quello individuale sia quello tradizionale, l’incontro del quadrato con il pensiero, l’intuizione e i sentimenti contribuisce a costruire un ordine cosmico “esterno” che corrisponde all’ordine “interno” di ciascuno, mettendo ogni “meditante” in contatto con il proprio sentire primordiale, con il proprio centro sconosciuto, le emozioni e le parole che sono l’origine del suo pensiero e i sentimenti che sono l’emanazione del proprio cuore.

Fonti
I miti universali, A. Eliot
Dizionario dei Simboli, J. Chevalier, A. Gheerbrant
Gli archetipi dell’inconscio collettivo, C. G. Jung
Mandala, S. Fincher

Pubblicazione originale su www.mandalaweb.info