“Io, suprema forza di fuoco che accese ogni scintilla di vita,

da cui nulla uscì di mortale, io decido di tutto ciò che è.

Al cerchio dell’universo con le mie ali,

cioè volandogli intorno con la mia sapienza,

ho dato il giusto ordine”.

“ Come la ruota racchiude entro di sé ciò che in essa è nascosto,

così la Sacra Divinità tutto racchiude in sé

senza limiti alcuno e tutto trascende”.

 

Un cerchio regale iscritto in un cerchio,

su cui sedeva un vivente illuminato da grande fulgore…

Dal vivente luminoso seduto sul trono

irradiava un cerchio dorato come il cerchio del sole nascente.

E io non ne vedevo la fine…

Ildegarda de Bingen

Ildegarda de Bingen vissuta nel XII secolo è una figura di donna, intellettuale, religiosa, studiosa, drammaturga, musicista, poetessa che si fregiò dell’amicizia di Bernardo da Chiaravalle e Eleonora d’Aquitania, e i vescovi o luminari del tempo, come testimoniano i suoi epistolari. Risulta una donna estremamente moderna in un mondo arcaico e maschilista come quello del suo tempo, si aprì al mondo e uscì spesso dal convento per poter portare la sua cultura presso le corti e di fronte al Papa stesso o all’Imperatore che di lei non solo avevano una buona opinione ma ne ascoltavano i suggerimenti.

Celebre per le sue visioni mistiche, che rappresenta in immagini e disegni pieni di suggestione, che descrive con parole e musica, la badessa Ildegarda rappresenta una inconsapevole fonte di documenti per lo studio della rappresentazione del sacro e del divino nella ricerca sulle manifestazioni e le forme del mandala in Occidente.

Le sue opere sono una citazione medievale di immagini e colori mandalici che stupisce perché nel periodo in cui Ildegarda visse in Occidente, in Oriente il mandala si afferma come strumento di meditazione e di unione tra il divino e la materia. Le prime testimonianze di questo genere risalgono al X secolo.

Nelle sue visioni di angeli in cerchio che si affollano alla luce centrale, piuttosto che altre miniature dedicate alla terra, al cielo e alle quattro stagioni dell’uomo, che diventa nelle sue estasi la manifestazione concreta del collegamento tra la materia e lo Spirito Divino.  

Ildegarda nei suoi scritti ci elargisce in più occasioni la descrizione di cerchi, ruote, palazzi quadrangolari, animali fantastici e il Dio Creatore diventa una figura dal corpo blu iridescente, tutto questo non può non sorprendere e merita una lettura attenta. Le frequenti emicranie e le visioni, la portano a individuare una strada per la conoscenza e l’ordine del caos spirituale. Lei si identifica nella forza dell’intelletto amante della scienza e della conoscenza, ma nello stesso tempo afferma ella stessa che “Per volontà divina il mio spirito nella visione sale fino alle stelle, in alto sopra le differenti regioni, in luoghi lontani da dove resta il mio corpo” riconoscendo allo spirito la possibilità di guardare la propria interiorità e la realtà esterna in un processo mistico osmotico che raccoglie e sintetizza la differenza e la sostanza dei due aspetti in una “unione” unica metafora di un “Oltre” eterno e lontano.

Il cerchio, la spirale, il quadrato, le croci che compaiono nei dipinti mandalici, creati dalla stessa Ildegarda, sono parte di un linguaggio simbolico atto a spiegare emozioni, stati di estasi mistiche, visioni portatrici di un messaggio che viene direttamente da Dio e che traduce in maniera comprensibile agli esseri umani la Legge Cosmica dell’ordine divino. Qui tutti i processi portano verso il Centro sacro che sostiene l’ordine sul caos grazie alla perfetta armonia tra gli elementi, la natura, l’essere umano e gli animali del Creato generando Unità.

Il parallelo con il mandala e i suoi percorsi di ordine nel caos, di supporto per la conoscenza della realtà ultima, un luogo e uno spazio senza tempo e senza geografia dove risiede la Verità, il Vuoto Cosmico, sono tangibili e sostanziali. E questo fa di Ildegarda una testimone indiretta della verità degli Archetipi, immagini e figure patrimonio di quell’inconscio collettivo dell’umanità di cui parlava C. G. Jung.  

Fonti
Cristina Siccardi, Ildegarda di Bingen. Mistica e scienziata
Annalisa Terranova, Ildegarda di Bingen: mistica, visionaria, filosofa
Sabina Flanagan, Ildegarda di Bingen, vita di una profetessa
Michela Pereira, Le visioni di Ildegarda di Bingen, in “Memoria. Rivista di storia delle donne”, 5 (1992)
siti internet di studi dedicati alla Santa

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