Il pugnale o phur bu (foto a sinistra) è uno strumento molto importante nel rituale del mandala tradizionale. È usato dai monaci durante la cerimonia di purificazione dello spazio sacro preposto alla costruzione del mandala di sabbia per inchiodare a terra gli spiriti maligni. I monaci si spostano, creando un “mandala in movimento” o “mandala dinamico” seguendo una specie di danza e una camminata che segue attraverso dei movimenti specifici una sequenza ben ordinata che ha radici negli antichi testi sacri; alla fine i pugnali sono conficcati in ciascuna delle dieci direzioni del mandala. 

Simbolicamente, il phur bu esprime la capacità di spezzare le emozioni negative che si incontrano sul cammino di liberazione interiore e i suoi cinque metalli fusi in una lama a tre tagli, o triangolare, che si chiude con una impugnatura a tre volti, con un dorje (vajra) o un nara è lo strumento attraverso il quale i monaci costruiscono il “cerchio protettivo”, ovvero il primo mandala.  

Il pugnale ha un duplice significato all’interno del mandala, da una parte protegge lo spazio sacro perché raccoglie l’emanazione degli spiriti maligni tenendoli lontani, dall’altra accoglie le divinità della gnosi  (conoscenza sapiente) che si combinano ai primi e contribuiscono a tenere fuori le idee limitanti che ciascun partecipante porta con sé. 

Fonti 

G. Tucci, Teoria e Pratica del Mandala

M. Brauer, Il cerchio Sacro del Buddismo Tibetno 

Robert Beér, The encyclopedia of Tibetan symbols and motifs

Fonte originale: Mandalaweb.info – https://sites.google.com/a/mandalaweb.info/web/approfondimenti/news/ilmandalaeilpugnalephurbu

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