Sulle alture del Golan, a est del Mare di Galilea, tra Siria e Israele si trova una bellissimo monumento di forma circolare chiamato Gilgal Refaim (Ruota dei Giganti in ebraico mentre in arabo il nome cambia in Mound of the Wild Cat “pietra del gatto selvaggio”) perche’ quelle terre, secondo leggende antiche, erano abitate appunto da Giganti.
La sua datazione all’eta’ del bronzo con circa 5000 anni, ne fa una delle testimonianze artistico culturali piu’ antiche di tutto il Medio Oriente, perfino antecedente alle piramidi egizie.
La sua struttura e’ a cerchi concentrici chiusi ed aperti, collegati da muri di pietra basaltica, il piu’ esterno ha 150 metri e piu’ di diametro, mentre al centro si innalza un dolmen di 5-6 metri. E’ un sito molto ben conservato, grazie anche al fatto di trovarsi in un luogo protetto naturalmente, infatti il plateau dell’altura si trova in mezzo alle montagne e nella sua interezza e’ visibile solo dall’alto.


Chiamata anche la Stonehenge del Medio Oriente condivide con il famoso sito britannico il fascino e il mistero sull’origine e sulla destinazione d’uso.

Molti studiosi si sono alternati a Gilgal Refaim, che risulta di difficile accesso sia per la sua collocazione sia per le esercitazioni militari che qui hanno luogo settimanalmente, e hanno supposto le ipotesi piu’ diverse per le sue circa 42.000 pietre di basalto vulcanico. La geometria ricorda la planimetria della mitica citta’ di Atlantide descritta da Platone e il Labirinto medievale nella cattedrale di Chartres probabilmente e’ un osservatorio astronomico per la lettura del cielo e dei movimenti delle stelle in base ai quali fare poi calcoli religiosi.
Altri hanno letto nella sua struttura circolare a piu’ corridoi la presenza di un calendario, che avrebbe segnato gli equinozi e quindi avrebbe dato ai sacerdoti della tribu’ le indicazioni sulle prime piogge o sui momenti propizi per i raccolti.
Meno convincente la tesi che Gilgal Refaim sia stato una tomba per notabili. Nonostante la presenza di oggetti sacri trovati nei dintorni e’ piu’ probabile che questo fosse un luogo di culto, un grande tempio in cui nei giorni piu’ brevi o piu’ lunghi dell’anno si effettuavano cerimonie sacre.
Per alcuni infine e’ un antico placemaker – una sorta di indicazione stradale agli estremi confini del territorio della tribu’. Un megalite per scoraggiare chiunque a tentare invasioni e al contempo una torre di avvistamento.
Il mistero che avvolge questo ed altri complessi megalitici rimane.La sua somiglianza con rovine trovate a Malta, in Zimbabwe oltre che in Europa fanno supporre che siano tutti stati costruiti negli stessi periodi e per gli stessi scopi.Cio’ che non e’ ancora chiaro e’ come sia stato possibile per le tribu’ nomadi del medio oriente che, per quanto si sa fino ad oggi, non avevano contatti tra loro, costruire questo enorme sito cosi’ simile a quelli delle altre zone del pianeta, pur essendo l’nico esemplare in tutta la zona del Medio Oriente.


Una possibile risposta forse e’ nella lettura che C.G. Jung propone di alcune forme come il cerchio. E quindi del mandala. Queste forme corrispondono a un archetipo della memoria collettiva umana, un esempio radicato nella coscienza umana che pur rappresentando uno stesso motivo deriva da un modello fondamentale e diventa un patrimonio comune a tutte le latitudini. In ciascun luogo con le sue peculiarita’.

Fonti:
http://www.bibliotecapleyades.net/gigantes/esp_gigantes_04.htm
http://www.ccg.org/_domain/ccg.org/Creation%20Articles/Circle%20of%20the%20Refaim.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Gilgal_Refaim
http://firstlegend.info/nephilim.html
http://godssecret.wordpress.com/category/nefilim/

testo originale su www.mandalaweb.info, 1 giugno 2009

http://www.mandalaweb.info/approfondimenti/news/un-mandala-sulle-alture-del-golan-1-giugno-2009

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