Per le strade dell’Havana, la capitale di Cuba mi imbatto in una bottega di un artista.
Entro. Mi guardo intorno, vedo delle opere miste, sculture, pitture, fotografie e disegni, e’ una galleria ma anche uno studio, me ne accorgo per l’odore inconfondibile di colle e colori, per le opere incompiute e per il caos di oggetti e attrezzi che regna dietro una paratia che separa la parte anteriore da quella posteriore.
Dopo aver fatto il giro, curiosato e scambiato qualche parola con la gallerista mi giro e vedo uno dei mandala più belli realizzati in questi anni. Lo vedo subito che e’ un mandala e mi fermo convinta. Chiedo alla gallerista che mi guarda stupita. La tela era dietro una porta, semi coperta, era un’opera non in vendita, era qualcosa di molto personale.

L’artista era nel suo studio, con gentilezza emerge dal suo mondo per incontrare il mio. Leo d’Lazaro mi sorriede accogliente e si presenta. Afferma che si’ e’ la rappresentazione del “suo cielo” insomma il suo oroscopo, la spiegazione di se stesso realizzato in opera d’arte. Si’ e’ un mandala.
Iniziamo a parlare a scambiarci impressioni e scopro che ogni più piccola pennellata su quel quadro ha il suo significato. Parla dell’artista.
La foto al centro immersa in un lago di materia pittorica e’ la sua anima, la foto ritrae una strada dell’Havana, il suo essere cubano e il suo orgoglio e la sua anima che vivificano ogni sua opera in questa sono un segno molto forte di identità e appartenenza. E’ emozionante. Ad ogni particolare emerge una nuova nota, il suo carattere, l’importanza dei suoi viaggi, l’incontro con la cultura atzeca rappresentato dalla grande immagine della Piedra del Sol, il calendario atzeco. Il contorno e’ un brulicare di raggi solari che a guardarli bene si trasformano in figurine umane. Leo conferma, sono persone, la gente e’ importante per lui. Il centro della sua arte e’ l’uomo contemporaneo, uno sguardo dentro di se’ ed uno fuori per vedere come e’ il mondo e per evidenziare il legame, tra l’essere umano e la società in cui e’ immerso. E poi il sole, il calore, l’energia dei suoi passi nell’arte e la sua collocazione all’interno di un universo che comprende il pubblico ed il privato. La personalità di Leo emerge dal mandala e mi regala una sua visione della vita e di se stesso collocato nella realtà. Continuiamo a parlare e vedo in un angolo, foto antiche, in bianco e nero. Un uomo a Roma, nel suo studio, nel laboratorio, con una grande statua di bronzo. Mi avvicino e vedo che la statua e’ quella del comandante Che Guevara, chiedo curiosa chi e’ l’artista e Leo mi risponde che e’ suo padre. Mi racconta anche questa storia, suo padre ha realizzato la statua in bronzo del Che che si trova a Santa Clara. Mi racconta una esperienza affascinante, ma questo fa parte di un’altra storia anche se per me appassionata d’arte e di storia e’ un incontro irripetibile quello che mi capita.

Gli chiedo di poter fotografare il suo mandala e con molta gentilezza lo fotografa lui, che da professionista riesce a cogliere la luce migliore anche senza fari posizionati per l’occasione.
Ed io con molto piacere lo pubblico perché chiunque possa vedere l’effetto straordinario di un’opera intimista e nello stesso tempo aperta, impregnata di luce e materia, antica come lo strumento che utilizza e nuova per la declinazione di colori, stile e pastosità. Lo stile contemporaneo si e’ fuso con uno degli strumenti più antichi dell’arte e della conoscenza del mondo regalandoci una visione nuova e personale della vita interpretata con il mandala dello zodiaco.

Per contattare Leo D’Lázaro all’Havana:
Estudio Taller O’Reilly 501
esquina a Villegas, La Habana Vieja
Teléfono (estudio) (53 7) 861 5359
Teléfono (casa) (53 7) 203 1175
Correo electrónico leodl@cubarte.cult.cu
Web www.arthavana.ipaowerhosts.com
http://www.galeriacubarte.cult.cu/g_expo.php?tema=41&lang=sp

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