di Annalisa Ippolito

Davanti a un mandala può accadere che un colore attiri la nostra attenzione, una forma ci sembri familiare, un simbolo ci suggerisca immediatamente un significato. Eppure, ciò che riconosciamo al primo sguardo è soltanto una parte di ciò che abbiamo davanti.

Il rosso bordeaux, il giallo dorato, l’ocra e l’arancione dei mandala d’autunno ci parlano di una stagione ricca di sfumature, contrasti e trasformazioni. Sono colori che ritroviamo nei boschi, nelle foglie che cambiano tonalità prima di cadere, nella luce che attraversa il paesaggio. Ma che cosa vediamo davvero quando osserviamo un mandala, e quanto di ciò che crediamo di vedere appartiene all’immagine, quanto alla nostra esperienza, ai ricordi e alle associazioni che portiamo con noi è tutto da scoprire.

Vale la pena soffermarsi un momento in più su questa riflessione. Lasciamo aperta la possibilità che una forma ci sorprenda, che un colore evochi qualcosa di inatteso, che il racconto di chi ha creato quel mandala ci conduca altrove rispetto alla nostra prima impressione.