Ho pregato per il cambiamento, così ho cambiato idea.
Ho pregato per l’orientamento ed ho imparato a fidarmi di me.
Ho pregato per la felicità ed ho capito che non sono il mio ego.
Ho pregato per la pace e ho imparato ad accettare gli altri incondizionatamente.
Ho pregato per la ricchezza e capito che è la mia salute.
Ho pregato per un miracolo e sono reso conto che sono io il miracolo.
Ho pregato per l’anima gemella ed ho capito che io sono l’Uno.
Ho pregato per l’amore e realizzato che bussa da sempre alla mia porta,
è tempo di farlo entrare.
Jackson Kiddard

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Una riflessione approfittando del tema che ha accompagnato questo anno che sta per terminare. Il cambiamento e’ l’unica certezza
Guardando indietro, a questi 12 mesi che sembrano rotolati via con la velocita’ del suono, che cosa e’ capitato? Quante cose sono cambiate? Ho incontrato gente? Qualcuno l’ho perso? Qualcuno l’ho ritrovato? Come affronto i miei mutamenti interiori? 
Domande topiche, ma tanto prima o poi ce le facciamo… sa di bilancio  piu’ che di riflessione questo appunto. E io non amo molto i bilanci. Poi come tutti, mi trovo a farli. Se non altro per smaltire le scorie, per lasciare andare le zavorre inutili che altrimenti arpionerebbero le mie caviglie come le catene degli schiavi, e non mi lascerebbero andare avanti.
Non mi lascerebbero cambiare.
Abbiamo solo due strade, accettare il cambiamento, anche se non facile, anche se spaventa, anche se ci stordisce e ci fa dubitare della solidita’ delle nostre gambre, come delle nostre scelte. E andare avanti e’ crescere, e’ modificare il nostro rapporto col mondo, scavando dentro di noi per essere sempre piu’ quelle meravigliose creature che siamo state chiamate ad essere. Oppure non accettarlo il cambiamento.Siamo portati a fare questa seconda scelta. Immergendoci nella tristezza, nella noia, nella disaffezione e nella scomodita’ di camminare in un paio di scarpe il cui numero e’ quello sbagliato. Sembrerebbe che la certezza di sapere dove siamo, di commettere ogni giorno la stessa ripetitiva scelta di vita sia comodo, sembra che non ci siano alternative, sembra che siamo molto bravi a cercare scuse per non andare oltre. 
Ci rotoliamo nelle nostre scuse, ci crediamo anche, ci lasciamo avvolgere come in un liquido nettare ambrato, come il miele. Ma e’ vischioso, scivoloso e appiccioso alla fine ci inghiotte. In realta’ abbiamo solo paura. La paura non ci fa andare avanti. E’ paralizzante. La paura dell’ignoto, di dover affrontare il nostro limite, di doverci mettere davanti allo specchio e guardare quello che siamo. Tutto questo mi porta a pensare che a questo approccio alla vita manchi forse qualcosa.Dov’e’ la fede? La fede nel mondo, la fede nella vita? Dov’e’ l’amore? L’amore universale, lo stupore di un bambino di fronte al miracolo del mondo? Dov’e’ la gioia dell’accoglienza? 
“La vita e’ bella”, o ..”e’ una cosa meravigliosa”, per parafrasare due film che sono una poesia di amore, umilta’ e fede. Lasciamoci incantare dalla vita, e da quello che puo’ offrirci, abbracciamo le nostre paure, ma poi andiamo oltre… che tanto il cambiamento avviene lo stesso. Non e’ stato facile ma il mio e’ stato un anno intenso, di cui sono grata e guardo con curiosita’ all’anno che sta arrivando… 


Testo modificato dall’originale ” Per salutare il 2014…”pubblicato 16 dic 2014, 11:45 da Annalisa Ippolito  su www.mandalaweb.info 

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